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8 febbraio

1914
Il pittore

Quello di Jean Massard, vignettista e ritrattista negli anni della rivoluzione, è nome abbastanza noto ai francesi. Un suo omonimo lussemburghese - punta di diamante del Cercle Sportiv Fola di Esch-sur-Alzette -, molto molto tempo dopo, dipinse quattro delle cinque reti con cui la rappresentativa del Granducato affrescò (per la prima e unica volta) quella francese, in un'epica partita allo Stade Racing Club di Città del Lussemburgo: cinque a quattro. Liberté, egalité, fraternité.
Tabellino



1931
L'uomo che fece sette gol al Barça

Si chiamava Agustín Sauto Arana, per gli amici "Bata", e li fece in una sola partita, l'8 febbraio 1931. Era un basco, di Baracaldo, e naturalmente giocava nell'Atletico di Bilbao. Naturalmente, con un pichichi di questo calibro, l'Atletico vinse quell'anno la Priméra Division, segnando 73 reti in 18 partite. Bata ne fece 27, e fu proprio per la devastante forza dei suoi delanteros che il Bilbao prevalse, poiché terminò la competizione con gli stessi punti del Racing di Santander e della Real Sociedad.

19 gennaio

1914
Ipoteca sulla Championship

A Wrexham parte la 31ma edizione della British Home Championship. Il Galles è zeppo di professionisti, esperti bucanieri della First Division inglese. Meno adusi alle tensioni i prodi irlandesi, che in maggioranza militano nei club di Belfast e di Dublino. Ma tra loro c'è William Gillespie, che allo Sheffield (sponda United) guadagna ben 4 sterline alla settimana. La sua doppietta ne replica una inflitta agli inglesi l'anno prima. Chi ben comincia, ha la Championship in tasca. L'Irlanda potrà dunque archiviare già in marzo il secondo trionfo nella competizione, che riprenderà solo dopo la guerra.
Tabellino | Profilo di Gillespie | IFA Legends


1947
I grigi azzannano il Toro

Terz'ultima del girone di andata. L'alta marea juventina sommerge il Venezia e porta i bianconeri ad affiancare in vetta il Torino. Che grande quella domenica non fu. "Il sole ha impastato terra e ghiaccio in un elemento bizzarro e scivoloso", e i campioni d'Italia slittano e soccombono. Le trasferte nelle piazzeforti del quadrilatero sono spesso ingloriose per gli squadroni. Al Moccagatta (nella foto) l'Alessandria passa solo alla fine, ma passa.
Tabellino | Video (da Settimana Incom n. 42 del 23 gennaio 1947)


1964
La dialettica del derby

Carniglia e Viani inguaiano HablaHabla, il Milan distanzia i cugini di quattro lunghezze. Derby infuocato, nonostante il gelo. Sbardella mette in castigo Suarez e Corso, che ingaggiano a pugni Trebbi e Mora. Due gol nel primo tempo, e il derby pende nettamente a favore del Milan. Segna Fortunato (nella foto), arrotonda Rivera. "Risultato persino inferiore al responso tecnico-tattico": è la sintesi di Gianni Brera. "Inter aggredita in velocità e fatta fuori senza scampo" (si rileggano cronaca e commento in Derby, da p. 107). Alla lunga, tuttavia, il Milan scemerà. E, fra i due litiganti, sarà un terzo a godere.
Tabellino | Video (da Settimana Incom n. 2444 del 24 gennaio 1964) | Altra documentazione (Magliarossonera)


31 agosto

1914
I caratteri originali del calcio italiano (in linea di massima)

Questa notizia fu pubblicata su "La Stampa" il 31 agosto 1914.

Sotto la Presidenza dell'on. Montù e coll'intervento di tutti i consiglieri e di moltissimi rappresentanti diversi Comitati Regionali, si è radunato il nuovo Consiglio Federale, il quale ha preso le seguenti deliberazioni: tutti i giuocatori che hanno firmato due o più cartellini di diverse Società per poter giuocare nei prossimi Campionati, vengono in linea di massima sospesi fino a tutto il 31 dicembre 1914, salvo prendere altri provvedimenti per quei giuocatori sospetti per i quali venne nominata una apposita commissione d'inchiesta. Il Campionato Italiano 1914-1915, salvo il caso che venisse sospeso per ragioni speciali motivate dall'attuale configurazione europea, avrà il suo inizio domenica 5 ottobre p. v. Per il calendario dei detti Campionati, si radunerà sabato venturo la Commissione tecnica ed il giorno 8 di settembre verranno nei diversi centri nominati i Comitati regionali.

L'onorevole Carlo Montù (1869-1949, foto) era il presidente della F.I.G.C, e deputato del Partito Liberale. Aveva giocato nell'Internazionale Torino, e con quella maglia era in campo il giorno in cui si assegnò il primo scudetto, nel maggio 1898. Capitano d'artiglieria, aviatore, cumulerà medaglie al valore e nastrini alle fatiche di guerra.
Biografia (Enrico Tonali) | Wikipedia


5 luglio

1914
Il fromboliere dello zar

Anche la Russia dello zar aveva un bel centravanti. La squadra era modesta anzichenò, tant'è vero che, prima della guerra e della rivoluzione d'ottobre, disputò otto match e non ne vinse nemmeno uno, e ai giochi olimpici di Stoccolma rimediò persino uno scoraggiante sedici a zero dalla Germania. Fece dunque scalpore il pareggio che una selezione di giocatori solo moscoviti strappò a Solna, contro la Svezia, nell'ambito delle manifestazioni sportive organizzate a margine dell'Esposizione Baltica del 1914. Un rispettabile due a due, ma una vittoria sfumata solo nell'ultimo scorcio di gara, quando gli svedesoni vanificarono la doppietta di Vasilij Georgievič Žitarev, centravanti del KFS Moskow, il più antico club dell'impero. Qualche giorno dopo vi fu un altro pareggio, contro la Norvegia. Ma stava arrivando anche la guerra, e poi arrivarono i bolscevichi (gente che, all'inizio, detestava il football); Žitarev non fece più parte di alcuna selezione (russa o sovietica). Fu però l'unico presente in tutte le 'storiche' prime otto partite, e firmò quattro delle sette reti che la sua povera squadra fu capace di realizzare in quei pomeriggi così lontani. Era un buon centravanti, niente da dire.
Tabellino


1982
La metamorfosi di Paolo Rossi

"Dovessi impostare io la squadra contro il Brasile, incomincerei con un breve pellegrinaggio al Tibidabo dove mi risulta che agisca in pro dei poveri cristi una Madonna miracolosa". Dunque, anche Gioann Brera riteneva gli azzurri sostanzialmente spacciati. Confidava però nella maestria del Vécio, spolpato fin lì dalla stessa critica che, dopo la vittoria sugli argentini, ora stava facendo armi e bagagli per eventualmente salire sull'eventuale carro del vincitore. Ma: prudenza. C'è il Brasile, che sta esibendo il meglio della propria tradizione. Un Brasile in edizione di lusso. Che mostra, tuttavia, i difetti tipici delle sue annate più spettacolari: una difesa distratta, un portiere così così, una certa qual presunzione di sé. Per noi, potrebbe anche essere l'avversario ideale. A patto che molte cose vadano come devono andare. Il match del Sarrià, consegnato agli archivi e alla storia, sottratto al contesto di altissima emotività nel quale si svolse e fu poi commentato, è facilmente leggibile. Certo, la nostra difesa arcigna, il nostro contropiede, la nostra astuzia. Soprattutto, per vincere quel giorno fu necessaria una metamorfosi. La metamorfosi di Paolo Rossi. La storia è nota. Pablito era uno straccio; sembrava reggersi in piedi a malapena. Non teneva un pallone. Sbagliava cose elementari. Era una parodia di se stesso. Vicende poco pulite l'avevano tenuto lontano dai campi per due anni, e faticava dannatamente a tornare un calciatore del livello che tutti conoscevano. E tutti l'avevano conosciuto al mundial del '78: un centravanti funambolico, raffinato, imprevedibile. Quel giorno si trasformò in centravanti di rapina: fece tre gol, estraendone due - il secondo e il terzo - dal nulla di un disimpegno orizzontale della mediana verde-oro e da un tiraccio senza pretese e senza sorte di Marco Tardelli, quando la partita pareva segnata. Il 'nuovo' Pablito era il grimaldello improvvisamente disponibile a Bearzot per scardinare la bacheca in cui era custodita la coppa del mondo.

2006
La semifinale dall'esito scontato

Bar sport, gente che si accomoda ai tavoli. Televisore acceso, squadre schierate al centro del campo. Chiacchiere tra gli avventori, tutti italiani simpatizzanti del Portogallo. Un tizio si aggira, simula un certo disinteresse.  "Scusate, ma mi sto rotolando sotto il tavolo dalle risate. Vi piacerebbe la finale col Portogallo, eh? Avete più paura della Francia, e ci credo. Ma - scusate, mi vengono le lacrime agli occhi - davvero, davvero credete che i lusitani riescano non dico a vincere, ma a segnare un solo gol, anche brutto, anche irregolare, ai francesi? Ah ah ah! E con chi, di grazia? Cosa? Pauleta? Oddio, adesso mi sono venuti dolori alla pancia. Dite sul serio o è una battuta? Chi? Cristiano Ronaldo? Cristiano il tuffatore, la spia, il ricamatore di centrini, quello che non passa mai il pallone? Basta, per carità, o finisco al pronto soccorso. Bene, visto che hanno finito di strimpellare gli inni nazionali, vi lascio. Godetevi pure questa inutile semifinale, tanto domenica a Berlino ve la giocherete con la Francia". Il tipo esce dal bar, sale in bici e se ne va. Chissà se verrà qui a farsi quattro risate, domenica sera.
Cineteca


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