17 marzo

1977
Ove si narra di come sfiorì l'egemonia del Bayern in Europa

Verso la fine del primo tempo - a coronamento di una pressione ossessiva, con i tedeschi rintanati nella propria area di rigore - potrebbe esserci la svolta. Roth, il mastino, che è infinitamente meno veloce di lui, lo mette giù, e l'arbitro mostra il gesso al centro del box: il pallone dev'essere piazzato proprio lì. Oleg non si è fatto male nonostante l'impatto con quel carro armato. Il rigorista è lui. Non è una bella esecuzione. Lenta e nemmeno troppo angolata. Il gatto riesce a intercettare la sfera e a deviarla sul palo, poi la sfera torna indietro, gli rimbalza sul capoccione e finisce in calcio d'angolo. I centodiecimila del Zentralstadion, a questo punto, sono quasi rassegnati. Quel solo gollettino subito a Monaco è un macigno che resterà sulla strada per tutta una lunga serata. Ma l'undici di Lobanovski è refrattario alla depressione. Insiste, si avventa, è come vento gelido che penetra da ogni fessura. Un gol annullato, ancora un palo. Ancora un rigore, però, negli ultimi minuti, quando i bavaresi non hanno più fiato nei polmoni e forza nelle gambe. Oleg rimane a guardare, così tocca a un ebreo di Odessa, Leonida Burjak (foto), pareggiare i conti. Prima della fine - a questo punto logico e atteso -, arriva il colpo di grazia. Finisce l'egemonia dei panzer sulla Coppa dei campioni. E' durata tre anni, come quella dell'Ajax. Il Kaiser non sopporta la perdita del regno, e ha già prenotato l'aereo per gli States. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Tratto da Michele Ansani, Lenta può essere l'orbita della sfera


1888
Il tabù infranto


Agli albori della British Championship e dei confronti tra le rappresentative delle isole, la Scozia non pareva battibile fra le mura amiche. Dopo lo zero a zero rimediato dagli inglesi nel 1872 - era la prima sfida ufficiale in assoluto, giocata tra 'nazionali', nella storia del football -, toccavano a tutti soltanto sonore sconfitte. Goleade spesso tennistiche. Tutti i tabù vengono infranti, prima o poi. Ad Hampden Park (foto), nel match che sostanzialmente vale la Championship, i leoni d'Inghilterra passano trionfalmente: cinque a zero.
Tabellino

1939
L'eterna giovinezza

Nasce, a Cusano Milanino, il Trap. Giovanni Trapattoni. Grintoso pedatore del Milan e, nella sua seconda ed eterna giovinezza, il più pragmatico degli allenatori. Considerato, a torto o a ragione, l'interprete massimo del 'gioco all'italiana' (catenaccio e contropiede), ha vinto quasi tutto quello che si può vincere, continuando a farlo quando ha deciso di vagare un po' per l'Europa. "Non conta quello che ho ottenuto fino a ieri, ma quello che potrò fare domani".


1972
Le illusioni dei Gunners

I quarti di Coppa dei Campioni hanno in programma un succulento confronto tra Ajax e Arsenal. I Gunners sono alla prima partecipazione, ma anche reduci da un clamoroso double, e due anni prima si erano aggiudicati la coppa fieristica facendo fuori proprio gli ajacidi in semifinale. E così si erano presentati all'Olympisch Stadion, per la gara di andata, con non poca fiducia, tant'è che dopo un quarto d'ora andarono in vantaggio con un gol del giovane, promettentissimo Ray Kennedy. I lancieri poi avevano rimontato, due a uno. E ora? Meglio una gita all'inferno piuttosto che ad Highbury, in queste condizioni. Ma Eupalla ha un debole per Johan, com'è noto, e l'Ajax dovrà cantare almeno tre volte, prima che lui ne lasci la maglia. E così, basta un autogol di George Graham al 15': 0-1, e olandesi in semifinale.
Cineteca




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