16 aprile

1896
Árpád Weisz

Nasce, a Solt (Ungheria meridionale), Árpád Weisz. Buon giocatore, sarà poi un grande allenatore - in Italia - negli anni '30: l'unico che riuscirà a contrastare lo strapotere juventino, prima all'Ambrosiana, poi al Bologna. Scopre il giovane Meazza. Studia il football, scrive libri. Morirà giovane: ad Auschwitz.
Biografia



1975
La primavera di Ian

Giocava nel Newcastle, Malcolm Ian MacDonald. Dal 1971 - arrivava da Luton. Era un discreto realizzatore, ma i Geordies non producevano brillanti risultati. Le sue buone prestazioni, tuttavia, valsero l'interessamento di Ramsey e, poi, di Don Revie. Nella primavera del 1975, il posto di centravanti della nazionale albionica è suo. Un gol ai tedeschi nell'illusoria amichevole di Wembley del 12 marzo, e soprattutto la cinquina inflitta ai ciprioti: un cinque a zero tutto suo che lancia l'Inghilterra verso la fase finale di  euro '76. Illusoria epifania. Il nome di Ian scompare per sempre dai tabellini, e l'armata di Albione si farà soffiare il biglietto d'ingresso all'eurocirco dai cechi. 


1986
Noche inolvidable en el Camp Nou

Il Barça è nei guai. Sembrava tutta in discesa, la coppa dei campioni. L'agognata coppa. Tolta di mezzo la Juve, la gita in Svezia per l'andata delle semifinali non sembrava proibitiva. Anzi. Infatti l'IFK di Göteborg, undici emergente, sotterra virtualmente i sogni di gloria catalani: tre a zero. Solo virtualmente. A Camp Nou è la notte di Àngel Alonso Herrera, detto 'Pichi': "un mago para una noche magica", magica e "inolvidable". Tripletta, supplementari, rigori. Miracolo, in fin dei conti. E via verso Sevilla, "a la final", a prendersi il trofeo, finalmente. Ah, il football!
Cineteca



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