14 maggio

1899
Bolsos

Nasce, per iniziativa di alcuni giovani di Montevideo che non guardano con particolare simpatia al proliferare di club dominati da elementi non indigeni, il Club Nacional de Football. Sempre ai vertici del calcio uruguagio, vivrà due favolosi decenni tra il 1971 e il 1988, caratterizzati dai grandi trionfi nella Copa Libertadores de América e nella Coppa intercontinentale.

1931
Parbleu!

Ma sarà uno scherzo? O no? 
Sfoglio questo giornale, e in fondo a una tal pagina leggo che, a Colombes, c'è stata Francia-Inghilterra. Oddio, i cugini avranno incassato l'ennesima batosta, penso. 
E invece no, la legnata è arrivata dritta dritta sui denti degli inglesi. Cinque a due. 
Così, ahimè, essi - i franzosi (foto) - possono vantarsi di aver già battuto i maestri, mentre noi a questa data dobbiamo ancora incontrarli. Oddio, oddio!
Leggiamo.
"L'undici britannico, flemmatico pur nei precisi palleggi, lento a realizzare davanti alla rete, è stato travolto". Accipicchia! I francesi mantengono una "andatura indiavolata" anche nel secondo tempo, segnano quattro gol "di ottima fattura", escono tra applausi scroscianti. 
Oh my God! 
"A la fin du match mémorable, les joueurs français proposent d’échanger leurs maillots tricolores en coton contre les chemisettes en soie des anglais afin de garder un souvenir du match. Et depuis, l’échange des maillots est devenu une culture du fairplay". 
Parbleu!
Cineteca


1975
Ucraina in festa

Basilea, Saint-Jakob Stadion. Scarso è il pubblico che assiste alla finale di Coppa delle coppe. Una strana edizione, una strana finale: ci arrivano due squadre dell'est europeo, che animano per l'ultima volta sotto i riflettori una rivalità che ha profonde radici e tragiche memorie nella storia del Novecento. Sono l'emergente Dinamo del colonnello Lobanovski, e il crepuscolare Ferencvaros, guidato da una gloria minore dell'Aranycsapat (Jenő Dalnoki). La partita è un monologo; il ritmo infernale degli ucraini è insostenibile per gli ultimi interpreti del calcio danubiano. In Eurovisione, mani sovietiche finalmente stringono e alzano al cielo un trofeo continentale


1988
Wimbledon's Crazy Gang

Per alcuni anni, sullo scorcio dei 1980s, il nome di Wimbledon non fu più associato solo al celebre torneo di tennis. Il club amatoriale (o quasi) del quartiere londinese vide impennare la propria notorietà ad opera di un gruppo di giocatori tecnicamente più che modesti, capaci di esprimere un calcio che, secondo Gary Lineker, poteva essere seguito solo "on Ceefax" (il televideo della BBC: properly "See Facts"). Guidati da Bobby Gould, tuttavia, raggiunsero traguardi impensabili: una stabile permanenza nella Premier Division, e soprattutto il trionfo nella FA Cup della stagione 1987-88 (ai danni del Liverpool, cui inibirono il double). Simbolo di quell'epopea fu Vincent Peter "Vinnie" Jones (quel che si dice un rude gallese), grande intimidatore, recordman di sanzioni sul campo (sua la più rapida nella storia, occorsa dopo soli tre secondi in un Sheffield United-Chelsea del 1992), e protagonista di exploit mal digeribili dalla puritana Footbal Association, che difatti lo radiò nel 1993. Eroe di giornata, tuttavia, fu Dave Beasant, estremo difensore e capitano dei Wombles, il primo capace di neutralizzare un penalty (foto) in una finale di FA Cup.
Cineteca

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