10 giugno

1962
Capolinea ungherese

Campo spelacchiato, tribune assolate ma non deserte a Rancagua. Si sfidano due undici d'Oltrecortina. Una classicissima del calcio d'Europa: Cecoslovacchia-Ungheria. Tutti si aspettano - forse per un moto di comprensibile simpatia - che vincano i magiari. I cechi però non scherzano: prendono pochi gol, se vogliono addormentano le partite e schierano uno dei migliori giocatori visti sui prati cileni: Josef Masopust. E' proprio lui che, intorno al quarto d'ora del secondo tempo, riceve un pallone sulla tre quarti. Pressato, si decentra, ma poi verticalizza improvvisamente, di sinistro. Libero, poco fuori dell'area, evitata la trappola del fuorigioco, c'è Adolf Sherer (foto) - il centravanti, di origini evidentemente tedesche, appena ingaggiato dallo Slovan di Bratislava. Il suo movimento è perfetto: lascia scorrere la sfera mentre si gira, e quando entra nei sedici metri tutti capiscono come finirà l'azione. Con uno shoot preciso, rasoterra e angolato. Uno a zero: ungheresi al capolinea, cecoslovacchi già in viaggio verso Viña del Mar, dove sono attesi dagli imprevedibili fratellini di Tito.
Cineteca

1978
Vittoria di prestigio

Se Argentina-Uruguay è il derby italiano del Sudamerica, Argentina-Italia è un derby italiano e basta (o quasi). Immigrati oppure oriundi, generazioni che si fondono e si confondono, c'è sempre un biglietto di andata e spesso uno di ritorno. Stavolta no, si gioca al Monumental ma non conta nulla, nessuno andrà o tornerà a casa. Chi vince, vince il girone, si toglie una soddisfazione, le soddisfazioni fanno bene al morale. Vince l'Italia, l'ancor giovane Vécio schiera la formazione-tipo, ma la sfianca per difendere vittoria, prestigio e democrazia, sicché la fatica accumulata appesantirà le gambe nelle gare davvero decisive. Certo, il gol di Bettega è un capolavoro che rimane scolpito nella memoria, oltre che nelle tabulae del mondiale: "un triangolo perfetto, dentro il quale la difesa argentina rimase persa più di un cieco in mezzo a una sparatoria" (Galeano).

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