19 giugno

1954
Quando nemmeno tieni la palla abbastanza per poter sbagliare qualcosa

A Basilea fa molto caldo, ci saranno quindici, sedici gradi centigradi. E inoltre, gli scozzesi sono virtualmente senza team manager, perché dopo la sconfitta subita contro l'Austria nella prima partita Andrew Beattie (foto) ha detto che presto farà le valige, indignato - "ma sì, che se ne torni pure a Huddersfield", pensano le stelle dell'Hibernian e del Partick Thistle. Povero Beattie. Non gli era stato possibile convocare i giocatori dei Rangers, impegnati a girare l'America per fare su un bel gruzzolo; in Svizzera, ha dovuto portare solo tredici uomini, misura di spending review varata dalla Scottish Football Association.  Così nel tardo pomeriggio, al San Giacomo, "sotto il sole dardeggiante" (Monsù Poss), dopo nemmeno mezzora di gioco la Tartan Army è già allo sbando. Uomini sulle ginocchia, in preda alle allucinazioni. La Celeste ha vita facile. Allenamento agonistico. Come finisce? Finisce sette a zero. Mai la Scozia aveva subito una così larga, pesante, umiliante sconfitta. "We got the run-around but had absolutely no knowledge of our opponents. Nobody had thought to watch them. But I wouldn't say it was one of my worst games. We never had the ball enough to do anything wrong", disse Tommy Docherty, terzino destro del Preston North End. Il football delle terre madri conosceva i suoi anni peggiori.
Cineteca | The Guardian: retrospettiva


1974
I simboli mortificati

Nel tardo pomeriggio di Stoccarda, quando entrano insieme sul prato del Neckarstadion, i due simboli viventi del football italico ancora non sanno che il loro tempo è finito. Sono due vecchietti? No, viaggiano intorno alla trentina. La loro prestazione è - volendo essere benevoli - anonima. Le immagini che tornano alla memoria sono sconfortanti: Rivera che inciampa nelle margherite, Riva in preda a pura disperazione perché nonostante corra indemoniato a dettare possibili lanci, il pallone non gli arriva mai, e "si demoralizza fino al pianto" (Brera). L'Italia non riesce a sopraffare un'Albiceleste che qualcuno aveva reputato scarpona e imbrocchita. "Pareggio mortificante", è il commento unanime; e loro due, Riva e Rivera, sono additati dalla critica come i maggiori responsabili del disastro. Contro la Polonia - basterà un altro pari per andare avanti nel mondiale - resteranno fuori. Perderemo ugualmente, ma loro non indosseranno mai più la maglia azzurra. E' certamente la fine di un'epoca.


1990
Qualcuno ha rivisto Meazza

Il match è utile solo per designare la vincente del girone, ma non c'è dubbio che Italia-Cecoslovacchia, visti i trascorsi, abbia un certo fascino. Vicini rinuncia al turn-over, però schiera di punta e insieme, per la prima volta, Schillaci e Roberto Baggio. Il siculo è posseduto da Eupalla, nelle notti dell'Olimpico sfodera prestazioni sempre e molto al si sopra delle sue reali possibilità; il 'codino' fa il suo esordio nella coppa del mondo. Ed è, per molti, una rivelazione. Segna un gol (foto) che tutti si ricordano, anche quelli che non l'hanno mai visto. "Ahimé, se quest' è amor, com'ei travaglia! Sono sicuramente vivo e non poco stupito di esserlo ancora. Ho fatto il matto, perché nasconderlo? Sono balzato in piedi e mi sono sentito intorno al collo le braccia di un vicino amico e un po' fuori di senno come me. Aveva appena segnato Baggio. Avevo gridato dopo averlo puntualmente scritto di aver rivisto Peppin Meazza: lo aveva puntualmente gridato anche il mio vicino amico!" (Gianni Brera).
Cineteca

1996
Italy comes home

Mi telefona un amico, è su di giri. Stasera c'è in cartellone The Match of the Century, dice, e si gioca al Theatre of Dreams, aggiunge. Cosa c'è oggi pomeriggio?, gli chiedo. "Italia-Germania, eh eh eh. Senti un po'. Credono di passarla liscia, ma si sbagliano. Hanno una squadra ridicola: te li ricordi in America, due anni fa? E ti ricordi quattro anni fa, come furono scherzati dalla Danimarca? Qualcosa significherà. Ecco. Noi siamo i vice-campioni del mondo, e qualcosa significherà. Partita? Di quale partita parli? Non c'è partita. Tieni conto che: primo, non ci hanno mai battuti, e qualcosa significherà. Secondo, hanno giocatori che non sarebbero titolari in una squadra austriaca di seconda divisione, e anche questo significherà qualcosa. Quindi stai tranquillo. Punterei su un tre a zero: Zola su rigore, e poi doppietta del Rava". Chi è il Rava? "Ravanelli, do you know? Penna Bianca per gli amici. Ci sentiamo, magari ci mettiamo d'accordo per vedere la prossima: quarti di finale contro Portogallo o Croazia". Mi sento risollevato, e soprattutto ho trovato un modo per trascorrere la serata. Come spesso capita, mi addormento poco dopo il calcio d'inizio. Sogno che Zola sbaglia un calcio di rigore, che la partita finisce zero a zero, che l'Italia viene eliminata dal campionato d'Europa nella fase a gironi. "Italy comes home", dice il commentatore della BBC.


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