11 agosto

2012
L'impatto con Luisão

L'immagine è inquietante, se uno non sa cosa sia accaduto. L'uomo apparentemente esanime, a terra, è - si capisce - l'arbitro. Per la precisione, Christian Fischer, uno che è solito dirigere le partite di seconda Bundesliga ma cui è toccato mettersi in giallo per amministrare la giustizia in questa amichevole agostana a Düsseldorf, tra il decaduto Fortuna (però appena tornato nella prima serie tedesca) e il decadente Benfica. Tranquilli, non è vittima di un infarto. Non è deceduto. E' stato vittima di un impatto con il robusto Luisao, difensore centrale brasiliano e capitano dei portoghesi. Un impatto non involontario, va aggiunto. Verso la fine del primo tempo, Fischer vorrebbe espellere lo spagnolo Javi García, sventolando il secondo cartellino giallo. "Suvvia, è solo un'amichevole", gli fa notare Luisão, investendolo senza particolare violenza. Il referee cade, batte la testa e sviene. Calcio d'agosto. "Ho visto delle immagini nelle quali i portoghesi perfino ridevano. Quello è stato il colmo", dirà Fischer. Partita sospesa, i ventiduemila si devono accontentare di una partitella tra le seconde squadre. E denuncia penale. Ma quale giurisdizione è competente? Tocca alla federazione portoghese, sostiene la federazione tedesca. Beh, sì, ci sarebbero gli estremi per una lunga squalifica. Ma Luisão si beccherà due soli mesi. Pochi, è vero. Ancora oggi, che ha più di 36 anni, Ânderson Luís da Silva guida autorevolmente la difesa delle Aquile di Lisbona.
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