9 agosto

2000
Helsingborg


Mi telefona un amico, ma sono tentato di non rispondere. Trovandomi in vacanza, preferirei non essere costretto a parlare di argomenti che non mi interessano. Ma poi, come si fa? Non si trattano così gli amici, e allora rispondo.
Ehilà, come va?
"Diciamo che sono scappato di casa senza dir niente a mia moglie. Ma torno domani".
Scappato di casa? E dove sei ora?
"A Stoccolma. Ma ho un problema".
Santiddio, cosa ci sei andato a fare?
"Indovina".
No, non lo voglio sapere.
"Ma ho un problema, ripeto".
Beh, come posso risolverlo?
"Non puoi. Mi manca il tempo. Pensavo che Helsingborg fosse da queste parti, e invece è molto più a sud".
Bravo! E perché ti interessa così tanto Helsingborg?
E' esattamente la domanda che non avrei dovuto fare. Inizia ad urlare, urla così tanto che non capisco nulla, e poiché non ho voglia di urlare a mia volta per far presente la cosa, chiudo la telefonata. Certo, poi me ne pento, e comincio ad avere sospetti che però ritengo infondati, in fondo siamo nel cuore del cuore dell'estate. Il giorno dopo, casualmente al bar mi si apre il giornale sulle pagine sportive. Ah ecco, penso. Sotto sotto, me lo immaginavo. Voleva vedere una partita. Helsingborg-Inter, Champions League, anzi 'turno preliminare' di Champions League, l'Inter ha perso uno a zero, ci sarà rimasto male. Pover'uomo. Mentre sorseggio il solito ottimo caffé, mi arriva un messaggio sul cellulare. E' sua moglie. "Se hai notizie di lui, non le voglio sapere".
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