24 giugno

1990
Il freddurista


Derby della madonnina negli ottavi di Italia '90. Al Meazza vince l'Inter (gol di Klinsmann e Brehme); platonica la presenza nel tabellino di Ronald Koeman, che due anni prima ad Amburgo era stato l'unico a dare la propria in cambio della maglia di un avversario, salvo mimarne un uso singolare sotto la tribuna centrale del Volksparkstadion. Il solo milanista a lasciare una traccia profonda nella partita è il mite Franklin Edmundo Rijkaard: si prende un rosso per aver espettorato in testa a Rudolf ('Rudi') Völler, che gli dava le spalle (foto). Un 'gesto' del quale nessuno ha mai saputo il motivo; forse il primo episodio del genere colto dalle telecamere e immediatamente ritrasmesso dal satellite ai quattro angoli dell'universo. Il disgusto fu unanime. Anche il tedesco fu espulso, senza ragioni apparentemente comprensibili. Si parlò di epiteti razzisti; prima Völler, poi Rijkard negarono la circostanza. A distanza di tempo Frankie dirà: "a pensarci adesso è davvero buffo, no?". E' un noto freddurista. Ma anche un olandese originario delle Indie occidentali; per lui la vittoria dei tedeschi non era un evento insopportabile. Così, dopo la battaglia di Milano, i migliori poeti olandesi non vennero nuovamente sollecitati a versificare, com'era accaduto nel 1988. I cittadini di Amsterdam non corsero più in strada per gettare simbolicamente nel cielo le proprie biciclette. Ci fu solo qualche disordine lungo la frontiera. Dal canto loro i tedeschi, che erano sembrati irresistibili nelle prime partite, uscirono un po' storditi da quell'ordalia; arrivarono in fondo al torneo e lo vinsero, ma nessuno si divertì più guardandoli giocare.
Cineteca

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